MISURE DI CONTENIMENTO del COVID-19

CHECK LIST DI CONTROLLO

Ad oggi probabilmente permangono ancora tanti dubbi su come gestire questa emergenza e applicare tutte le misure di precauzione per prevenire il contagio del virus SARS-CoV-2

Per aiutarvi in questi nuovi processi, navigando in rete abbiamo scovato per voi questa check list di controllo, pubblicata dall’ATS di bergamo congiunta con l’ispettorato territoriale del lavoro.

Questa check list fornisce un utile strumento per le aziende per verificare se le misure adottate sono adeguate alle misure anticontagio da adottare nei luoghi di lavoro come indicato dal “ Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”  

Per un’adeguata verifica dell’ applicazione del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro la chek list si sofferma sui seguenti argomenti:

  • elenco della documentazione da richiedere all’azienda

  • informazione e distanza interpersonale

  • indice della check-list conoscitiva e di controllo

L’elenco della documentazione da richiedere all’azienda

Viene riportato un elenco della documentazione e informazioni che possono essere richieste in azienda al momento di una verifica, che descrivono l’organizzazione e i provvedimenti adottati:

  1. il D.V.R. cioè il Documento di valutazione dei Rischi aggiornato, con particolare riferimento alla valutazione del rischio da contagio da virus COVID-19 (se effettuata) e piano di intervento predisposto per gestire tale emergenza riportante la descrizione delle misure tecniche, organizzative e procedurali adottate;
  2. Report fotografici che possono documentare il posizionamento nei vari ambienti di barriere anti-droplet, cartellonistica, segnaletiche informative, nastri segnaletici delle distanze a terra;
  3. Elenco dei dispositivi anti contagio consegnati ai lavoratori e le istruzioni fornite per il loro utilizzo, specificando circostanze e modalità d’uso (mascherine, guanti, visiere, tute, calzari ecc.). Si rammenta di conservare le fatture o altra documentazione fiscale attestante l’acquisto di questi D.p.i.
  4. Fornire schede tecniche ed eventuali certificazioni dei DPI acquistati o in alternativa altra documentazione che descriva le caratteristiche d’uso del dispositivo
  5. Attestazione di aver provveduto alla informazione e formazione del personale per l’utilizzo dei nuovi D.P.I.
  6. Elenco dei prodotti utilizzati per le operazioni di sanificazione odierne come igienizzanti e detergenti così come indicati dal Ministero della Salute, con relative fatture di acquisto e schede tecniche dei prodotti utilizzati o foto dell’etichetta che ne attesta la rispondenza della composizione chimica secondo quanto previsto dalla nuova normativa;
  7. Descrizione delle modalità operative e dei prodotti utilizzati per le operazioni di sanificazioni effettuate con le relative date di intervento sui luoghi di lavoro, qualora affidata a ditta esterna, eventuale copia della certificazione rilasciata dalla ditta sanificatrice;
  8. Elenco degli eventuali rapporti lavorativi con altre aziende attualmente in atto all’interno dell’azienda con il nominativo delle ditte con le quali si sono stipulati.
  9. Nominativo e recapito del Medico Competente.

Riguardo l’informazione e la formazione in materia di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale in rete sono disponibili dei video dimostrativi presenti sul sito Inail (tutorial “Conosciamo il rischio – Nuovo coronavirus”).

Informazione e distanza interpersonale

La lista di controllo permette di verificare l’adeguata formazione e informazione fatta verso il personale o addetti esterni. La mancata attuazione delle indicazioni date dal Protocollo determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.  

L’informazione preventiva e puntuale “è la prima importante misura per contrastare la diffusione del contagio” e per questo motivo le aziende devono impegnarsi a “portare a conoscenza dei propri dipendenti, dei lavoratori non dipendenti che accedono in azienda (personale dell’appaltatore, somministrati, lavoratori autonomi, consulenti, titolari di rapporti formativi etc.), dei terzi (clienti, fornitori ecc.) e comunque di tutti i soggetti (lavoratori ed equiparati) attraverso appositi cartelli o note scritte, tutte le informazioni necessarie alla tutela della salute e della sicurezza.

Un’altra sezione della check list è dedicata alla distanza interpersonale e permette di verificare se si sono messe in atto tutti quelle operazioni utili al fine di limitare i contatti tra le persone, nonché evitare aggregazioni, assembramenti ed affollamenti dei luoghi di lavoro:

  • predisporre una diversa ripartizione  degli spazi (es. ridistribuzione del personale all’interno di uffici, banchi di lavoro…) dando disposizioni inoltre di rispettare il ‘criterio di distanza droplet’ (almeno 1 m di separazione tra i presenti);
  • realizzare una separazione fisica fra lavoratori e tra lavoratori e persone che provengono dall’esterno.

Scarica il documento da cui è tratto l’articolo:

Per concludere vi rimettiamo il link della “Check-list di controllo” presente nel documento “Verifica applicazione del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro ai sensi D.P.C.M. del 26 aprile 2020”, redatto dall’ ATS Bergamo, Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria UOC Prevenzione e Sicurezza Ambienti e Ispettorato territoriale del lavoro di Bergamo

(formato PDF, 1.02 MB) checklist _antiCOVID19

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